Ci sono segnali di allarme che il corpo manda in modo quasi discreto, e i reni sono maestri in questa “voce bassa”. Il punto è che, quando te ne accorgi tardi, la perdita di funzionalità può essere già avanzata. Se riconosci uno di questi sintomi, vale la pena fermarti un attimo e ascoltare.
Perché i reni “parlano” tardi
I reni filtrano il sangue, regolano i liquidi, contribuiscono al controllo della pressione arteriosa e partecipano alla produzione di sostanze legate ai globuli rossi. Nelle fasi iniziali della malattia renale cronica spesso non fanno male e non “gridano”. È per questo che i campanelli d’allarme diventano preziosi, soprattutto se hai diabete, ipertensione o obesità.
1) Urine diverse dal solito, il campanello più sottovalutato
Le alterazioni delle urine sono tra i segnali più frequenti e, paradossalmente, più ignorati perché si tende a dare la colpa allo stress, al freddo o a “qualcosa che ho mangiato”.
Osserva se compaiono:
- Urine schiumose, persistenti, come se facessero “bolle” che non spariscono, può indicare perdita di proteine.
- Urine scure, rossastre o con tracce di sangue.
- Urine torbide, con odore insolito.
- Bruciore, difficoltà a urinare o getto debole (da valutare, può non essere solo renale).
- Aumento o riduzione marcata della quantità di pipì.
- Minzione notturna frequente (ti alzi più volte senza una ragione evidente).
Non serve diventare ossessivi, ma notare un cambiamento che dura giorni è un’informazione utile da portare al medico.
2) Gonfiore improvviso: quando i liquidi restano “in giro”
Se i reni faticano a gestire acqua e sali, il corpo trattiene liquidi. E spesso lo vedi prima di “sentirlo”.
Segnali tipici:
- Gambe, caviglie e piedi gonfi, soprattutto la sera.
- Gonfiore di viso o palpebre al mattino.
- Anelli più stretti, mani “piene”.
- Aumento di peso rapido in pochi giorni, senza cambiamenti nell’alimentazione.
Questo edema non è una diagnosi, ma è un motivo concreto per fare controlli.
3) Stanchezza che non passa: non è solo “periodo pesante”
Una spossatezza costante, quella che ti fa sentire “scarico” anche dopo aver dormito, può avere molte cause. Tra queste c’è l’anemia legata alla ridotta produzione di eritropoietina, un meccanismo che può comparire quando la funzione renale cala.
Fai attenzione se:
- ti manca il fiato per sforzi minimi,
- hai debolezza persistente,
- ti senti mentalmente “annebbiato”.
4) Nausea, poco appetito, gusto metallico: quando le scorie si accumulano
Quando le tossine non vengono eliminate bene, possono comparire disturbi molto generici ma insistenti:
- nausea o vomito,
- perdita di appetito,
- gusto metallico in bocca,
- alito più “pesante” del solito.
Sono segnali che si sommano, raramente arrivano da soli.
Altri segnali da non liquidare
Ci sono sintomi che non puntano subito il dito sui reni, ma che meritano attenzione, soprattutto se si associano ai precedenti:
- Pressione alta nuova o peggiorata.
- Prurito diffuso e pelle secca.
- Disturbi del sonno, mal di testa, dolore lombare o addominale (non sempre presente e non sempre specifico).
Nelle situazioni acute, invece, possono comparire segnali più netti come riduzione drastica delle urine, fiato corto o peggioramento rapido del gonfiore. In quel caso serve valutazione urgente.
Chi dovrebbe controllarsi prima, anche senza sintomi
Se hai uno di questi fattori, la prevenzione vale doppio:
- Diabete
- Ipertensione
- Sovrappeso/obesità
- Familiarità per problemi renali
- Età avanzata o malattie cardiovascolari
In Italia la MRC è in aumento anche per l’invecchiamento della popolazione e la presenza di più comorbidità.
Cosa chiedere al medico: esami semplici, informazioni enormi
Non serve indovinare da soli. Una valutazione medica può includere:
- esame urine (proteine, sangue, sedimento),
- creatinina e stima del filtrato (eGFR),
- esami del sangue mirati, pressione e, se necessario, ecografia.
Se vuoi un punto di partenza affidabile, la parola chiave è uremia, perché descrive bene cosa può succedere quando le scorie si accumulano.
Il messaggio finale (senza allarmismi)
I sintomi non sono “la prova”, ma sono segnali di allarme. Se ne riconosci uno, soprattutto se dura o si associa ad altri, non aspettare che passi da solo. Con i reni, spesso, la differenza tra trascurare e intervenire presto è proprio il tempo.




